Il tuo sito WordPress non si apre.
Errore critico, schermata bianca, oppure un messaggio sul database. Trovo cosa lo ha fermato, lo rimetto online e ti scrivo da cosa dipendeva. Costa 200 euro, prezzo chiuso.
200 euro
prezzo chiuso, un sito
Appena mandi il modulo ti arriva una email con le tre cose da fare mentre aspetti. Poi ti scrivo io. I lavori li prendo in ordine di arrivo, e se il tuo ha una scadenza che non può aspettare scrivimelo subito.
Se mentre guardo viene fuori che il sito non è rotto ma è stato compromesso, mi fermo e te lo dico. In quel caso il lavoro è la bonifica, costa 500 euro e i 200 euro che hai già pagato ci sono dentro. Se la bonifica non la vuoi, i 200 euro coprono il lavoro fatto, cioè aver trovato la causa e avertela scritta.
Quattro schermate, poche cause.
Cambia quello che compare, ma quasi sempre dietro c'è la stessa famiglia di motivi, cioè un aggiornamento andato storto, una versione di PHP cambiata dall'hosting, lo spazio su disco finito o il database che non risponde.
Si è verificato un errore critico su questo sito web
È il messaggio che WordPress mostra da qualche anno al posto della pagina bianca, e nelle versioni meno recenti dice "sul tuo sito web". Dietro c'è quasi sempre un plugin o un tema che si è rotto dopo un aggiornamento, e il messaggio non lo dice apposta, per non far vedere ai visitatori come è fatto il sito.
Una schermata completamente bianca
La versione senza messaggio, che si vede quando il sito si ferma prima di riuscire a mostrarne uno. Da fuori non c'è niente da leggere, ma il motivo di solito è scritto nel log del server e si va a prendere lì.
Errore nello stabilire una connessione al database
Il sito non riesce più a parlare con il posto dove sono i contenuti. Può essere il database fermo o pieno, le credenziali cambiate dall'hosting, oppure una tabella danneggiata.
Errore 500, oppure il sito bloccato in manutenzione
Il 500 dice che qualcosa si è rotto mentre la pagina veniva costruita, e da solo non dice se il punto è WordPress o il server. Il blocco in manutenzione invece è quasi sempre un aggiornamento interrotto a metà, e se il sito non ne esce da solo dopo qualche minuto vuol dire che quell'aggiornamento ha lasciato indietro dell'altro.
Tre cose, mentre aspetti.
La terza è quella che conta, e va contro l'istinto.
- 01
Metti una pagina di cortesia al posto dell'errore
Se il pannello dell'hosting ha una voce per mettere lo spazio in manutenzione, usala, e se non la trovi chiedila al supporto. Chi passa legge che il sito torna a breve invece di trovarsi davanti un messaggio di errore, che è la cosa che fa pensare che l'attività abbia chiuso.
- 02
Cambia le password
Non sempre serve, ma costa dieci minuti. Amministratore di WordPress, pannello dell'hosting, FTP e posta. Quella del database no, perché cambiarla senza toccare anche un file del sito lo spegne. A volte una schermata bianca è la coda di un'intrusione, e in quel caso le password sono la prima cosa da rifare, quindi tanto vale averlo già fatto.
- 03
Fatti dare dall'hosting l'ultimo backup, e non ripristinarlo
Chiedi al supporto quali copie ha e di che data, e falle mettere da parte prima che scadano. Ripristinare alla cieca a volte funziona, ma se il sito si era fermato per una causa che è ancora lì, il sito si rompe di nuovo e nel frattempo hai perso quello che c'era dopo la data della copia.
Leggere l'errore vero, non la schermata.
Quello che vedi a schermo è la versione per i visitatori. Il motivo per cui il sito si è fermato di solito sta nei log del server, e la prima cosa che faccio è andare a leggerli lì. Se lì non c'è abbastanza, il passo dopo è far succedere di nuovo il problema in un posto dove nessuno lo vede. Da quel punto in poi è un lavoro di esclusione, cioè si isola il pezzo che si è rotto senza toccare il resto e senza rimettere online il sito finché non è a posto.
Poi lo sistemo, che a seconda dei casi vuol dire rimettere una versione precedente di un plugin, riportare per il momento la versione di PHP a quella che il sito regge se l'hosting lo permette, riparare le tabelle del database o liberare spazio su disco. La copia di file e database l'ho già fatta prima di toccare qualcosa, quindi si può sempre tornare indietro.
Alla fine ti scrivo da cosa dipendeva e cosa conviene fare perché non ricapiti. Un sito che si è fermato per un aggiornamento fatto senza una copia da cui tornare indietro rischia di fermarsi anche al prossimo.
Mi serve l'accesso al pannello dell'hosting, oppure FTP o SFTP più il database. Il lavoro si paga prima di cominciare, con bonifico o con un link di pagamento.
Quello che mi chiedono prima.
Di solito il lavoro è di qualche ora. La parte lunga non è la riparazione, è trovare la causa vera, e per quella servono i log del server e un modo per provare le cose senza rimettere online il sito rotto. Se ci vuole di più perché la causa non è quella che sembrava, te lo dico mentre succede.
Capita. Se mentre guardo trovo che dietro la schermata c'è un'intrusione mi fermo, te lo dico e ti propongo la bonifica, che costa 500 euro, e i 200 euro che hai già pagato sono compresi in quella cifra. Non paghi due volte lo stesso lavoro.
Quasi certamente no. Disattivare i plugin, dal pannello o rinominando la loro cartella, è la prova che farei anche io ed è reversibile. Se poi li ritrovi disattivati, si riaccendono uno a uno e non si perde niente. Le cose che fanno danno sono altre, cioè cancellare file, reinstallare il tema sopra le personalizzazioni e ripristinare una copia vecchia senza sapere perché il sito si era fermato.
Sì, e a volte funziona. WordPress manda alla casella dell'amministratore una email con un link per entrare in modalità di recupero, che sospende il plugin o il tema che ha fatto il danno e ti fa rientrare nel pannello. Da lì vedi cosa ha rotto il sito, anche se per i visitatori può essere ancora fermo. Se quella email è arrivata, vale la pena aprirla prima di chiamare qualcuno. Dove non basta è quando la causa non è un plugin ma il server o il database, perché lì il pannello non si riapre e non c'è niente da cliccare.
No. Prima di toccare qualsiasi cosa faccio la copia di file e database, e comunque un sito che non si apre nella grandissima parte dei casi ha i contenuti tutti al loro posto. A essersi fermato è il pezzo che li mostra, non quello che li conserva.
L'accesso al pannello dell'hosting, oppure FTP o SFTP più il database. L'utente amministratore di WordPress serve dopo, quando il sito torna a rispondere. Le password non me le mandi per email o in chat. Il modo più semplice è che tu mi crei un accesso apposta, che a lavoro finito cancelli in dieci secondi. Se non è possibile ci sentiamo e me le detti a voce. In tutti e due i casi le password le cambi tu quando ho finito.
Scrivimi l'indirizzo del sito, chi è l'hosting e il messaggio esatto che vedi, anche fotografato dal telefono. Ti rispondo io, e se serve una cosa in più per partire te la chiedo nella stessa risposta.