Domande su software, automazione e prezzi.
Quelle che mi fanno davvero, con la risposta che darei al telefono. Comprese quelle scomode sui prezzi.
Prezzi e tempi
Da me parte da 3.000 euro per la prima versione funzionante di un flusso di lavoro. Un gestionale intero costa di più e si costruisce a tappe, che stanno dentro lo stesso preventivo con il prezzo di ognuna. Sul mercato italiano le cifre variano moltissimo, e quasi sempre la differenza sta in cosa è compreso. Quando confronti due preventivi, guarda se dentro ci sono anche la messa in produzione, la formazione e il periodo in cui le cose si aggiustano.
Parte da 1.500 euro per un processo automatizzato dall'inizio alla fine. Prima del prezzo però conviene fare un altro conto: quante ore a settimana occupa oggi quel lavoro, per quante persone, per quante settimane all'anno. Se il tempo che torna indietro non ripaga la spesa in un anno, quel processo non va automatizzato.
La mia tariffa è 80 - 120 euro l'ora, e sono ore di consulenza: analisi, architettura, revisione del codice, affiancamento. Lo sviluppo vero e proprio non lo vendo a ore ma a progetto, così il rischio di una stima sbagliata resta mio. Quando confronti le tariffe orarie, chiedi sempre chi risponde se il lavoro sfora, perché è lì che si vede la differenza.
Il Check-up dei processi costa 300 euro: un'ora al telefono e due pagine con dove si perde tempo, quanto costa in ore e in euro all'anno, e la prima cosa che conviene togliere di mezzo. Se poi partiamo insieme lo scalo dal preventivo. Per un lavoro vero e proprio si parte da 1.500 euro per un'automazione e da 3.000 euro per un software su misura.
Dipende dal perimetro, e la forbice è larga davvero. C'è chi ha bisogno di una cosa che si consegna in pochi giorni e chi di un sistema che chiede mesi. Il modo di lavorare però non cambia. Si divide in tappe concordate all'inizio, e ogni tappa produce qualcosa che puoi aprire e provare.
Perché ti fa risparmiare tempo. Se quello che hai in mente sta in un ordine di grandezza diverso dal mio, meglio scoprirlo adesso che dopo due chiamate. Sono punti di partenza, non un listino, e il preventivo vero arriva quando ho capito il problema.
A tappe legate a quello che consegno, così vedi il lavoro crescere e non paghi tutto in anticipo. Quante tappe e come si dividono si concorda prima di partire, e finisce nel contratto insieme a tutto il resto.
Un periodo di assistenza compreso c'è quasi sempre, e quanto dura dipende da cosa costruiamo. Un sito e un gestionale che fa girare gli ordini non chiedono la stessa cura. In quel periodo quello che non funziona perché l'ho scritto io lo sistemo io, senza contarti le ore. È lavoro mio, non lavoro nuovo. Quanto dura e cosa copre lo scrivo nel preventivo e finisce nel contratto, non è una cosa che si scopre dopo.
Dipende da quanto è vivo. Un gestionale che segue il lavoro di ogni giorno cambia più spesso di uno strumento che fa una cosa sola. Le strade sono due: un accordo continuativo con un monte ore, oppure gli interventi a chiamata quando serve qualcosa. Quale conviene si capisce dopo i primi mesi di uso vero.
No, né scrivermi né il preventivo. Capire il problema e metterlo in cifre è lavoro che mi prendo io. A te costa solo la mezz'ora per raccontarmelo.
Come si lavora insieme
Ti rispondo io, non un modulo automatico. Se serve ci sentiamo mezz'ora per capire il problema, e da lì ti dico da dove partirei e quanto costa. Se penso che ti convenga un'altra strada te lo dico lo stesso. Mi è già capitato di indicare un software esistente invece di vendere un progetto.
Tuo, al saldo, ed è scritto nel contratto. Ti consegno codice, documentazione e dati su un repository intestato a te. Non resti legato a me. Se un giorno vuoi che il lavoro lo porti avanti qualcun altro, può farlo, ed è una domanda che vale la pena fare a chiunque prima di firmare.
Il tuo interlocutore sono io, sempre, e parli con la persona che scrive il codice. Quando un progetto è troppo grande per una persona sola mi appoggio a una rete di sviluppatori con cui lavoro da anni, ma il filo del discorso e la responsabilità restano miei.
Da remoto, ed è il modo in cui questo mestiere rende di più: chiamate, revisioni, documenti condivisi. Se sei a Torino possiamo vederci di persona quando è utile, per esempio quando parte un progetto o per un confronto con il team.
Sì, senza discussioni, e se non ce l'hai lo porto io. Nei progetti in cui vedo dati veri la riservatezza è parte del contratto, non un allegato che si firma per cortesia.
Se vuoi, lo mantengo io con un accordo continuativo. Se preferisci farlo internamente o affidarlo a un altro fornitore, il software è scritto e documentato perché sia possibile. Scriverlo in modo che un altro sviluppatore possa capirlo rientra nel lavoro.
No, e capita di rado. Quasi tutti arrivano con un fastidio, non con una specifica: ci mettiamo troppo a fare i preventivi, i dati stanno in tre posti diversi, il gestionale non tiene più il passo. Mettere per iscritto cosa serve è la prima parte del lavoro e la porto io. Tu devi saper raccontare come gira l'azienda oggi, che è una cosa che sai già.
Una descrizione del problema e mezz'ora per parlarne. Mi serve capire chi fa cosa oggi, quali programmi usate e dove il lavoro si inceppa. Da lì esce un preventivo solo, con dentro le tappe e il prezzo di ognuna, così vedi anche cosa conviene rimandare a dopo.
Intelligenza artificiale e automazione
Un pezzo di software che prende un lavoro che oggi una persona fa a mano ogni giorno e lo esegue da solo. L'intelligenza artificiale serve dove bisogna capire un testo o un documento: leggere una richiesta, estrarre i dati da una fattura, preparare una bozza di risposta. Tutto il resto è automazione normale, e va benissimo così.
Quelli che si ripetono uguali, che occupano ore ogni settimana e dove un errore costa: preventivi da compilare, ordini da smistare, report mensili, dati ricopiati da un sistema all'altro. Se un processo cambia forma ogni volta, automatizzarlo costa più di quanto rende.
Quasi mai. Le automazioni si agganciano agli strumenti che hai già: il gestionale, la posta, il foglio condiviso, il CRM. Cambiare programma è una decisione a sé, e si prende per i suoi motivi, non per automatizzare.
Dove la decisione pesa, una persona. La macchina prepara e qualcuno approva. Dove invece il compito è meccanico e verificabile, l'automazione va da sola e lascia traccia di cosa ha fatto, così un errore si trova e si spiega. Un'automazione che non si può controllare non è pronta.
Restano nei tuoi sistemi. L'automazione li legge dove sono già e ci riscrive dentro. Quando un passaggio ha bisogno di un modello si decide prima cosa può vedere, e se i dati sono delicati il modello può girare su un server tuo, senza che esca niente dall'azienda.
Un chatbot risponde a chi scrive. Un'automazione lavora anche quando non c'è nessuno a guardare. Nella maggior parte delle aziende serve la seconda. Un assistente sul sito si può sempre aggiungere, ma il tempo torna indietro quando i preventivi si compilano da soli.
Attraverso le interfacce che quei programmi mettono a disposizione, oppure con i file di scambio quando le interfacce non ci sono. Il punto delicato però non è tecnico. Bisogna decidere quale sistema tiene la versione buona di ogni dato, e se non lo si stabilisce prima il collegamento sposta il disordine invece di toglierlo.
Scegliere chi realizza il lavoro
Dipende da quanto il tuo modo di lavorare somiglia a quello degli altri. Se ci somiglia, un gestionale pronto costa meno e lo tiene in piedi qualcun altro. Il su misura ha senso quando il tuo modo di lavorare è il motivo per cui i clienti scelgono te, oppure quando hai già provato gli strumenti pronti e continui a tenerli insieme con fogli di calcolo e copia-incolla.
Guarda cosa non c'è scritto. Chi mantiene il software dopo. Di chi è il codice. Cosa succede se una stima sfora. Quante persone lavorano davvero al progetto e chi sono. Un preventivo che dice solo quanto costa e quando finisce non ti sta dicendo abbastanza.
Un direttore tecnico che lavora per te senza essere a tempo pieno e senza stare in organico. Serve a chi ha decisioni tecniche importanti da prendere ma non abbastanza lavoro da giustificare l'assunzione. In pratica è qualcuno che decide con te, e che risponde di quelle decisioni.
Guarda tre cose, in quest'ordine: se capisce il tuo problema prima di parlare di tecnologia, se ti dice chiaramente cosa non conviene fare, e se quello che costruisce resta tuo. La distanza conta meno di quanto sembra, perché questo lavoro si fa bene da remoto, ma avere qualcuno raggiungibile aiuta quando serve vedersi.
Dipende da quanto software ti serve e da quanto spesso. Una persona interna ha senso quando c'è lavoro tutti i giorni per anni, e quando dentro c'è già qualcuno che sappia darle una direzione. Un esterno ha senso quando il lavoro arriva a ondate, oppure quando in azienda non c'è ancora nessuno in grado di valutare il merito di quello che viene consegnato. Se scegli l'interno, una direzione tecnica serve lo stesso, almeno finché quella persona non ha preso le misure all'azienda.
Chiedimela e ti rispondo io.
Se quello che ti serve sta in una di queste aree, la pagina del servizio scende nel dettaglio: automazione IA, software su misura, direzione tecnica.